Re d’Italia

L’Italia si costituisce come regno nel 1861, come compimento di quel processo che prende il nome di Risorgimento.

Stemma italiano

Nome Anni Note Eventi
Vittorio Emanuele II di Savoia 1861-1878 Chiamato Padre della Patria Diventa re d’Italia il 17 marzo 1861.
Mantiene lo Statuto Albertino.
Umberto I di Savoia 1878-1900    
Vittorio Emanuele III di Savoia 1900-1946   Appoggia il piano di Salandra portando l’Italia nella Prima guerra mondiale.
Affida il governo a Mussolini dopo la marcia su Roma.
Umberto II di Savoia 1946 Chiamato re di maggio  Sale al trono il 9 maggio del 1946. Il 2 giugno l’Italia diventa una repubblica.

 

Share

Bei Mir Bistu Shein

Bei Mir Bistu Shein

Bei Mir Bistu Shein” (“per me sei bellissimo/a”) è una canzone popolare yddish, scritta da Jacob Jacobs e Sholom Secunda per un musical del 1932. Il brano è diventato celebre in tutto il mondo, cantato dal trio americano delle Andrews Sisters, nel 1937. Per l’occasione il titolo è stato germanizzato in Bei Mir Bist Du Schön.

Of all the boys I’ve known, and I’ve known some
Until I first met you, I was lonesome
And when you came in sight, dear, my heart grew light
And this old world seemed new to me
You’re really swell, I have to admit you
Deserve expressions that really fit you
And so I’ve racked my brain, hoping to explain
All the things that you do to me
Bei mir bist do schön, please let me explain
Bei mir bist do schön means you’re grand
Bei mir bist do schön, again I’ll explain
It means you’re the fairest in the land
I could say Bella, bella, even sehr wünderbar
Each language only helps me tell you how grand you are
I’ve tried to explain, bei mir bist do schön
So kiss me and say you understand
Bei mir bist do schön, you’ve heard it all before
but let me try to explain
Bei mir bist do schön means that you’re grand
Bei mir bist do schön, it’s such an old refrain
and yet I should explain
It means I am begging for your hand
I could say bella, bella, even sehr wünderbar
Each language only helps me tell you how grand you are
I could say bella, bella, even sehr wünderbar
Each language only helps me tell you how grand you are
I’ve tried to explain, bei mir bist do schön
So kiss me and say that you will understand

Share

Un’ora sola ti vorrei

Fedora Mingarelli

Un’ora sola ti vorrei” è una canzone italiana del 1938 di Fedora Mingarelli. Il brano ha avuto negli anni numerose cover. Viene ripreso successivamente dagli Showmen, da Ornella Vanoni e da Giorgia. Alla sua pubblicazione è stata considerata irriverente dal regima fascista perché la frase “Un’ora sola ti vorrei per dirti quello che non sai” è stata considerata rivolta al Duce.

Un’ora sola ti vorrei,
io che non so scordarti mai,
per te darei la vita mia
per dirti quello che non sai.
Un’ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
per dirti ancor nei baci miei
che cosa sei per me.
Un’ora sola ti vorrei
per dirti quello che non sai
ed in quest’ora donerei
la vita mia per te.
Io non vedo il mondo,
quando penso a te,
vedo gli occhi tuoi nei miei
ma se non mi vuoi
non è niente sai
la vita mia per me.
Un’ora sola ti vorrei,
io che non so scordarti mai
ed in quest’ora donerei
la vita mia per te.
Io non vedo il mondo
quando penso a te
vedo gli occhi tuoi nei miei
ma se non mi vuoi
non è niente sai
la vita mia per me.
Un’ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
ed in quest’ora donerei
la vita mia per te.

Share

Mille lire al mese

Mille lire al mese

“Mille lire al mese” è un brano cantato da Gilberto Mazzi e scritto da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi nel 1938.
Il testo della canzone richiama il desiderio di realizzarsi economicamente, dal momento che mille lire in quegli anni rappresentavano una cifra discreta.

Che disperazione,
che delusione
dover campar
sempre in disdetta,
sempre in bolletta.

Ma se un posticino
domani cara
io troverò,
di gemme d’oro
ti coprirò.

Se potessi avere
mille lire al mese,
senza esagerare,
sarei certo di trovare
tutta la felicità.

Un modesto impiego,
io non ho pretese,
voglio lavorare
per poter alfin trovare
tutta la tranquillità.

Una casettina
in periferia,
una mogliettina
giovane e carina,
tale e quale come te.

Se potessi avere
mille lire al mese,
farei tante spese,
comprerei fra tante cose
le più belle che vuoi tu.

Ho sognato ancora,
stanotte amore,
l’eredità
d’un zio lontano,
americano.

Ma se questo sogno
non si avverasse,
come farò.
Il ritornello
ricanterò.

Se potessi avere
mille lire al mese,
senza esagerare,
sarei certo di trovare
tutta la felicità.

Un modesto impiego,
io non ho pretese,
voglio lavorare
per poter alfin trovare
tutta la tranquillità.

Una casettina
in periferia,
una mogliettina
giovane e carina,
tale e quale come te.

Se potessi avere
mille lire al mese,
farei tante spese,
comprerei fra tante cose
le più belle che vuoi tu.

Share

Abat-jour

Abat-jour

“Abat-jour” è una canzone diventata celebre nel 1920. Il brano è cantato con le parole scritte da Ennio Neri dal motivo austriaco Salomè di Robert Stolz. Nella versione qui riportata, classicheggiante, la canzone viene cantata da Henry Wright.

Abat-jour
che diffondi la luce blu,
di lassù
tu sospiri, chissà perché.

Abat-jour
mentre spandi la luce blu,
anche tu
cerchi forse chi non c’è più.

Abat-jour
che diffondi la luce blu,
tu sospiri,
chissà perché.

Abat-jour
mentre spandi la luce blu,
anche tu
cerchi forse chi non c’è piu.

Share

La gelosia non è più di moda

“La gelosia non è più di moda” è un brano cantato dal Trio Lescano nel 1939 e scritto da Panzeri, Rastelli e Schisa. La melodia swing accompagna un testo molto leggero e trasgressivo. Questo è uno dei brani più celebri del Trio Lescano, di cui ricordiamo anche “Maramao perché sei morto”, “Ma le gambe”, “Non me ne importa niente” e “Tuli tulipan”.

Trio Lescano

Il Trio Lescano, molto celebre tra gli anni ’30 e ’40, è un trio formato da tre sorelle di origine olandese (il cognome era “Leschan”). Nate in Olanda da padre ungherese e madre olandese sono state naturalizzate nel 1942, su richiesta delle ragazze che, per evitar sospetti, si sono iscritte al Partito Nazional Fascista. La madre delle Lescano era ebrea e negli anni del conflitto è stata costretta a nascondersi e a trovar rifugio, forse in Svizzera. I parenti delle Lescano, tuttavia, sono stati perseguitati e alcuni di loro hanno trovato la morte nei campi di concentramento.

La gelosia non è più di moda,
è una follia che non s’usa più.
Devi aver il cuor contento,
stile novecento, per goder la gioventù.

Se tu sei triste bevi un Whisky and Soda
così all’amore non ci pensi più.
Prendi il mondo allegramente,
sempre sorridente e felice sarai tu.

All’amor tuo non chieder mai:
“Dove vai, cosa fai?”,
e se un tormento provi in te
devi sorridere perché…

La gelosia non è più di moda,
è una follia che non s’usa più.
Devi aver il cuor contento,
stile novecento, per goder la gioventù.

Perché sei triste e non dormi più?
Perché vuoi dunque consumar la gioventù
per un amore vano che non fa per te?
Sta allegro, caro, e dai ascolto a me.

All’amor tuo non chieder mai:
“Dove vai, cosa fai?”,
e se un tormento provi in te
devi sorridere perché…

La gelosia non è più di moda,
è una follia che non s’usa più.
Devi aver il cuor contento,
stile novecento, per goder la gioventu.

Share

Il mago di Oz

Il film Il mago di Oz è uscito negli Stati Uniti nell’agosto del 1939, poco prima che in Europa Hitler invadesse la Polonia dando inizio alla Seconda guerra mondiale. La storia narra le avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò che vengono trasportati in un mondo fantastico dove, aiutati da un leone, uno spaventapasseri e un uomo di latta cercheranno il celebre Mago di Oz per sconfiggere la strega cattiva. Alla fine della storia la protagonista imparerà che la vera felicità è nel cortile di casa propria.
Il film è diretto da Victor Fleming che nello stesso anno ha diretto anche l’altro suo celebre film: Via col vento. Dorothy è interpretata da Judy Garland che nel film canterà la famosa canzone Over the rainbow. A causa della guerra, il film arriverà in Italia solo nel 1949.

Il mago di OZ

Share

L’angelo azzurro

Il film L’angelo azzurro è diretto da Josef von Sternberg ed è tratto dal romanzo di Heinrich Mann Professor Unrat. La storia racconta le vicende del professore Immanuel Rath (che gli studenti chiamano “Unrat”, cioè “sporcizia”) che si innamora di una cantante, interpretata dalla celebre e bellissima Marlene Dietrich, che si esibisce nel locale Der blaue Engel (“l’angelo azzurro”). Il professore lascerà tutto per seguire la sua amata ma questo amore lo porterà all’umiliazione e alla rovina.
La pellicola, uscita nel 1930, è una delle più conosciute della Dietrich che in questo film canta una sua celebre canzone: “Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestellt” (“sono fatta d’amore, dalla testa ai piedi”), interpretando il ruolo della donna fatale.
In Italia il film arriva nel 1931.

L'angelo azzurro - Locandina

Share

Un caffè, grazie!

Si dice che la diffusione del caffè in Europa abbia frenato l’alcolismo, perché la bevanda è riuscita a sostituire le bevande alcoliche negli incontri importanti.
E’ indubbio che il caffè ha avuto un successo molto rapido e capillare. La parola caffè viene dall’arabo qahwa, attraverso il turco kahve.
La bevanda si diffonde all’inizio in medioriente, nel XV secolo, e poi in Europa nei due secoli successivi. Verso la fine del ‘600 nelle più importanti città nascono dei locali, chiamati appunto caffè, dove è possibile bere questa bevanda e dove si riuniscono gli intellettuali.

Caffè

Il caffè può essere preparato in vari modi, come tutti sappiamo. In Italia però ne sono diffusi soprattutto due:
– caffè espresso, che nasce dal passaggio dell’acqua sotto pressione attraverso uno strato di caffè macinato finemente e pressato. L’acqua, sotto pressione, non raggiunge la temperatura di ebollizione;
– caffè della moka, che nasce nella caffettiera e si produce attraverso il passaggio dell’acqua che, raggiunto il punto di ebollizione, passa attraverso il caffè ed esce. Il caffè non deve essere troppo pressato, o troppo fine, per evitare che si bruci prima che l’acqua riesca a passare.

Moka

Il caffè espresso nasce a Torino, nel 1884, con l’invenzione della macchina per farlo. La macchina per l’espresso è stata inventata da Angelo Moriondo. Il brevetto viene poi acquistato da un milanese, Desiderio Pavoni, che la riproduce in serie.

Il caffè della moka nasce con questa particolare caffettiera ideata da Alfonso Bialetti nel 1933. Questo prodotto di design industriale è oggi presente anche nel museo del design di Milano e al MoMa di New York.
Questa caffettiera è composta da 4 parti in alluminio o acciaio e, nella sua forma originale, è ottagonale. Il nome è quello della città di Mokha, nello Yemen, dove si trovava la qualità migliore di caffè.

Ma il caffè conosce molte varianti, quella più famosa è il cappuccino. Il cappuccino prende il nome dal colore marrone dell’abito dei frati cappuccini. La bevanda come la conosciamo oggi nasce con il brevetto per la macchina per il cappuccino di Luigi Bezzera, nel 1901.

Filo

Share

Fabriano e la magia della carta

Quando pensiamo ai libri, dobbiamo sapere che sono uno dei pochi strumenti del sapere in grado di resistere ai secoli.
Tutti conoscono Gutenberg e la sua straordinaria invenzione della stampa, ma pochi sanno che la sua invenzione non avrebbe avuto lo stesso successo se non ci fosse stato uno strumento di supporto su cui scrivere: la carta.

La carta

L’invenzione della carta si perde nella notte dei tempi in Cina. Alcuni ritrovamenti ci dicono che nel secondo secolo avanti Cristo questa viene utilizzata regolarmente e nasce dalla corteccia del gelso. La corteccia viene resa una poltiglia insieme all’acqua e questo nuovo materiale diventa da subito un’alternativa economica ai fogli di seta, che però resistono più a lungo nel tempo.

In Europa, nell’antichità, viene usato il papiro, soprattutto dagli antichi egizi. Il papiro nasce dal bambù ed è usato in Egitto dal 3000 a. C.
Al papiro si sostituisce, nel III secolo d. C., la pergamena che si ricava dalla pelle animale (agnello, capra o pecora).

Carta

La carta arriva in Europa attraverso gli arabi nel XIII secolo e segna la storia di una piccola città italiana: Fabriano.
A Fabriano, infatti, vengono fatte tre importantissime invenzioni. La prima è la pila a magli multipli, usata già dai lavoratori della lana. Questo strumento permette una migliore demolizione delle fibre usando la corrente del fiume. La seconda invenzione è la filigrana, che è un disegno che viene impresso nella carta nel momento in cui si produce. La terza invenzione è l’uso della colla animale per rendere la carta resistente al tempo e più semplice per la scrittura.

Questa nuova carta, pregiata e al tempo stesso economica, si diffonderà in tutta Europa.
Ancora oggi a Fabriano, l’economia ruota intorno alla carta. Oltre alle cartiere, dove vengono prodotte anche una parte delle banconote per l’Europa e per altri continenti, è possibile visitare il museo della carta che ne racconta la bellezza e la storia.
La carta prodotta oggi è totalmente senza acidi, con un basso spreco di acqua e con l’utilizzo di fibre di alberi che vengono ripiantati.

Share