Cronologia – I Presidenti della Repubblica italiana

L’Italia ha avuto 12 Presidenti della Repubblica. Il Presidente della Repubblica attuale è Sergio Mattarella, eletto nel 2015.

Dei 12 Presidenti della Repubblica, 8 sono stati membri dell’Assemblea Costituente. Questi sono:
Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro.

Tutti loro hanno svolto un importante ruolo politico, ma hanno soprattutto avuto il compito di guidare l’Italia nei passaggi, spesso difficili, della sua storia.

Presidenti della Repubblica

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Re d’Italia

L’Italia si costituisce come regno nel 1861, come compimento di quel processo che prende il nome di Risorgimento.

Stemma italiano

Nome Anni Note Eventi
Vittorio Emanuele II di Savoia 1861-1878 Chiamato Padre della Patria Diventa re d’Italia il 17 marzo 1861.
Mantiene lo Statuto Albertino.
Umberto I di Savoia 1878-1900    
Vittorio Emanuele III di Savoia 1900-1946   Appoggia il piano di Salandra portando l’Italia nella Prima guerra mondiale.
Affida il governo a Mussolini dopo la marcia su Roma.
Umberto II di Savoia 1946 Chiamato re di maggio  Sale al trono il 9 maggio del 1946. Il 2 giugno l’Italia diventa una repubblica.

 

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Escape room – Il mondo tra le due guerre

Quando hai ricevuto l’invito per una escape room hai pensato che fosse un regalo dei tuoi amici. Una escape room di storia sul mondo tra le due guerre. Hai pensato che non fosse male l’idea e che così avresti messo alla prova le tue conoscenze.
L’entrata è indicata in un portone in piazzale Baiamonti, a Milano, vicino a dove sorgerà il museo della Resistenza.

Piazzale Baiamonti - Milano

Suoni al portone che si apre ed entri. All’interno è buio, fai qualche passo e il portone si chiude alle tue spalle. Riesci a trovare l’interruttore della luce e ti accorgi di essere in un vecchio archivio.

Foto archivio

Sulla parete c’è un timer rosso e sulla parete trovi scritto “Hai un’ora di tempo per uscire. Solo i migliori riescono. Perdersi è più facile di quanto pensi”. E se non fosse un gioco? Guardi il cellulare ma l’archivio è schermato e non hai campo. Non hai altra scelta, devi cercare gli indizi e risolvere gli enigmi per uscire.

La porta, per essere aperta, ha bisogno di un codice alfanumerico composto da 16 elementi. Ti guardi intorno e vedi diverse cose che ti colpiscono.
C’è un vecchio pc acceso con un programma aperto simile a “Chi vuol essere milionario”. Vicino al pc trovi la scritta “Solo il migliore può pensare di uscire”.

Chi vuole essere milionario? - Immagine

Sul tavolo vicino trovi diversi oggetti:

Coccoina Velina fascista Moka

Su una sedia trovi un vecchio ricettario di cocktail:

Cocktails

Sulla parete trovi affissi dei poster che sembrano essere originali:

L'angelo azzurro - Locandina Il Mago di Oz - Locandina M – Il mostro di Düsseldorf Biancaneve - Locandina Tempi moderni - Locandina

Infine, vicino alla porta trovi un grammofono con i vinili di cinque canzoni:

Vinile - Abat.jour Vinile - Mille lire al mese Vinile - Un'ora sola ti vorrei Vinile - Bei Mir Bistu Shein Vinile - La gelosia non è più di moda

Una volta compreso il codice puoi inserirlo nella porta:

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Bei Mir Bistu Shein

Bei Mir Bistu Shein

Bei Mir Bistu Shein” (“per me sei bellissimo/a”) è una canzone popolare yddish, scritta da Jacob Jacobs e Sholom Secunda per un musical del 1932. Il brano è diventato celebre in tutto il mondo, cantato dal trio americano delle Andrews Sisters, nel 1937. Per l’occasione il titolo è stato germanizzato in Bei Mir Bist Du Schön.

Of all the boys I’ve known, and I’ve known some
Until I first met you, I was lonesome
And when you came in sight, dear, my heart grew light
And this old world seemed new to me
You’re really swell, I have to admit you
Deserve expressions that really fit you
And so I’ve racked my brain, hoping to explain
All the things that you do to me
Bei mir bist do schön, please let me explain
Bei mir bist do schön means you’re grand
Bei mir bist do schön, again I’ll explain
It means you’re the fairest in the land
I could say Bella, bella, even sehr wünderbar
Each language only helps me tell you how grand you are
I’ve tried to explain, bei mir bist do schön
So kiss me and say you understand
Bei mir bist do schön, you’ve heard it all before
but let me try to explain
Bei mir bist do schön means that you’re grand
Bei mir bist do schön, it’s such an old refrain
and yet I should explain
It means I am begging for your hand
I could say bella, bella, even sehr wünderbar
Each language only helps me tell you how grand you are
I could say bella, bella, even sehr wünderbar
Each language only helps me tell you how grand you are
I’ve tried to explain, bei mir bist do schön
So kiss me and say that you will understand

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Un’ora sola ti vorrei

Fedora Mingarelli

Un’ora sola ti vorrei” è una canzone italiana del 1938 di Fedora Mingarelli. Il brano ha avuto negli anni numerose cover. Viene ripreso successivamente dagli Showmen, da Ornella Vanoni e da Giorgia. Alla sua pubblicazione è stata considerata irriverente dal regima fascista perché la frase “Un’ora sola ti vorrei per dirti quello che non sai” è stata considerata rivolta al Duce.

Un’ora sola ti vorrei,
io che non so scordarti mai,
per te darei la vita mia
per dirti quello che non sai.
Un’ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
per dirti ancor nei baci miei
che cosa sei per me.
Un’ora sola ti vorrei
per dirti quello che non sai
ed in quest’ora donerei
la vita mia per te.
Io non vedo il mondo,
quando penso a te,
vedo gli occhi tuoi nei miei
ma se non mi vuoi
non è niente sai
la vita mia per me.
Un’ora sola ti vorrei,
io che non so scordarti mai
ed in quest’ora donerei
la vita mia per te.
Io non vedo il mondo
quando penso a te
vedo gli occhi tuoi nei miei
ma se non mi vuoi
non è niente sai
la vita mia per me.
Un’ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
ed in quest’ora donerei
la vita mia per te.

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Mille lire al mese

Mille lire al mese

“Mille lire al mese” è un brano cantato da Gilberto Mazzi e scritto da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi nel 1938.
Il testo della canzone richiama il desiderio di realizzarsi economicamente, dal momento che mille lire in quegli anni rappresentavano una cifra discreta.

Che disperazione,
che delusione
dover campar
sempre in disdetta,
sempre in bolletta.

Ma se un posticino
domani cara
io troverò,
di gemme d’oro
ti coprirò.

Se potessi avere
mille lire al mese,
senza esagerare,
sarei certo di trovare
tutta la felicità.

Un modesto impiego,
io non ho pretese,
voglio lavorare
per poter alfin trovare
tutta la tranquillità.

Una casettina
in periferia,
una mogliettina
giovane e carina,
tale e quale come te.

Se potessi avere
mille lire al mese,
farei tante spese,
comprerei fra tante cose
le più belle che vuoi tu.

Ho sognato ancora,
stanotte amore,
l’eredità
d’un zio lontano,
americano.

Ma se questo sogno
non si avverasse,
come farò.
Il ritornello
ricanterò.

Se potessi avere
mille lire al mese,
senza esagerare,
sarei certo di trovare
tutta la felicità.

Un modesto impiego,
io non ho pretese,
voglio lavorare
per poter alfin trovare
tutta la tranquillità.

Una casettina
in periferia,
una mogliettina
giovane e carina,
tale e quale come te.

Se potessi avere
mille lire al mese,
farei tante spese,
comprerei fra tante cose
le più belle che vuoi tu.

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Abat-jour

Abat-jour

“Abat-jour” è una canzone diventata celebre nel 1920. Il brano è cantato con le parole scritte da Ennio Neri dal motivo austriaco Salomè di Robert Stolz. Nella versione qui riportata, classicheggiante, la canzone viene cantata da Henry Wright.

Abat-jour
che diffondi la luce blu,
di lassù
tu sospiri, chissà perché.

Abat-jour
mentre spandi la luce blu,
anche tu
cerchi forse chi non c’è più.

Abat-jour
che diffondi la luce blu,
tu sospiri,
chissà perché.

Abat-jour
mentre spandi la luce blu,
anche tu
cerchi forse chi non c’è piu.

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La gelosia non è più di moda

“La gelosia non è più di moda” è un brano cantato dal Trio Lescano nel 1939 e scritto da Panzeri, Rastelli e Schisa. La melodia swing accompagna un testo molto leggero e trasgressivo. Questo è uno dei brani più celebri del Trio Lescano, di cui ricordiamo anche “Maramao perché sei morto”, “Ma le gambe”, “Non me ne importa niente” e “Tuli tulipan”.

Trio Lescano

Il Trio Lescano, molto celebre tra gli anni ’30 e ’40, è un trio formato da tre sorelle di origine olandese (il cognome era “Leschan”). Nate in Olanda da padre ungherese e madre olandese sono state naturalizzate nel 1942, su richiesta delle ragazze che, per evitar sospetti, si sono iscritte al Partito Nazional Fascista. La madre delle Lescano era ebrea e negli anni del conflitto è stata costretta a nascondersi e a trovar rifugio, forse in Svizzera. I parenti delle Lescano, tuttavia, sono stati perseguitati e alcuni di loro hanno trovato la morte nei campi di concentramento.

La gelosia non è più di moda,
è una follia che non s’usa più.
Devi aver il cuor contento,
stile novecento, per goder la gioventù.

Se tu sei triste bevi un Whisky and Soda
così all’amore non ci pensi più.
Prendi il mondo allegramente,
sempre sorridente e felice sarai tu.

All’amor tuo non chieder mai:
“Dove vai, cosa fai?”,
e se un tormento provi in te
devi sorridere perché…

La gelosia non è più di moda,
è una follia che non s’usa più.
Devi aver il cuor contento,
stile novecento, per goder la gioventù.

Perché sei triste e non dormi più?
Perché vuoi dunque consumar la gioventù
per un amore vano che non fa per te?
Sta allegro, caro, e dai ascolto a me.

All’amor tuo non chieder mai:
“Dove vai, cosa fai?”,
e se un tormento provi in te
devi sorridere perché…

La gelosia non è più di moda,
è una follia che non s’usa più.
Devi aver il cuor contento,
stile novecento, per goder la gioventu.

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Il mago di Oz

Il film Il mago di Oz è uscito negli Stati Uniti nell’agosto del 1939, poco prima che in Europa Hitler invadesse la Polonia dando inizio alla Seconda guerra mondiale. La storia narra le avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò che vengono trasportati in un mondo fantastico dove, aiutati da un leone, uno spaventapasseri e un uomo di latta cercheranno il celebre Mago di Oz per sconfiggere la strega cattiva. Alla fine della storia la protagonista imparerà che la vera felicità è nel cortile di casa propria.
Il film è diretto da Victor Fleming che nello stesso anno ha diretto anche l’altro suo celebre film: Via col vento. Dorothy è interpretata da Judy Garland che nel film canterà la famosa canzone Over the rainbow. A causa della guerra, il film arriverà in Italia solo nel 1949.

Il mago di OZ

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L’angelo azzurro

Il film L’angelo azzurro è diretto da Josef von Sternberg ed è tratto dal romanzo di Heinrich Mann Professor Unrat. La storia racconta le vicende del professore Immanuel Rath (che gli studenti chiamano “Unrat”, cioè “sporcizia”) che si innamora di una cantante, interpretata dalla celebre e bellissima Marlene Dietrich, che si esibisce nel locale Der blaue Engel (“l’angelo azzurro”). Il professore lascerà tutto per seguire la sua amata ma questo amore lo porterà all’umiliazione e alla rovina.
La pellicola, uscita nel 1930, è una delle più conosciute della Dietrich che in questo film canta una sua celebre canzone: “Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestellt” (“sono fatta d’amore, dalla testa ai piedi”), interpretando il ruolo della donna fatale.
In Italia il film arriva nel 1931.

L'angelo azzurro - Locandina

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