La Russia da Eltsin a Putin

L’ascesa di Putin

Nel 1999 Eltsin si dimette e indica come suo successore un dirigente dei servizi segreti: Vladimir Putin. Nelle elezioni del 2000 Putin ottiene un largo margine di maggioranza.

Vladimir Putin

Con Putin si ha una maggiore stabilizzazione finanziaria e una ripresa della produzione.

Per raggiungere questi risultati, però, Putin utilizza un controllo autoritario (arresti degli oppositori, giornalisti che scompaiono, elezioni controllate ecc…).

La politica internazionale di Putin

La Russia cerca di presentarsi come soggetto affidabile a livello internazionale, fornendo gas e petrolio all’Occidente.

La Russia è alleata all’Occidente nella lotta all’integralismo islamico.

Contrasti con l’Occidente, però, si hanno sull’allargamento della NATO ai paesi dell’Europa dell’Est, sull’appoggio russo alla Serbia e agli Stati arabi nella questione palestinese.

L’Occidente, inoltre, ha sempre sottolineato il mancato rispetto dei diritti umani.

La presidenza Medvedev

Nel 2008 Putin non può presentarsi candidare per la terza volta alla presidenza e lascia che al suo posto vada Dmitrij Medvedev. Putin diventa primo ministro.

Dmitrij Medvedev

La Russia continua a migliorare la propria situazione economica.
Da punto di vista politico, cresce l’opposizione a Putin e alle elezioni del 2011 c’è un calo di consensi.
Nella politica internazionale, Mosca cerca di migliorare le relazioni con gli USA ma il segretario di Stato americano, Hillary Clinton è critica verso la Russia.

La nuova presidenza di Putin

Nel 2012 Putin torna alla presidenza e questa volta il mandato è stato prolungato a 6 anni.

Vladimir Putin

Dalla nuova presidenza, Putin si concentra di più sulla politica internazionale.

Nella guerra che scoppia in Siria, Putin appoggia il regime di Bashar al-Assad.

La dottrina Putin

In questo scontro l’immagine di Putin si è rafforzata negli ambienti euroscettici, che vedono in Putin un leader nazionalista forte.

Secondo alcuni documenti raccolti dalla Heritage Foundation, si potrebbe parlare di una “dottrina Putin” che consiste in:

– denunciare/constatare l’emergenza di un mondo in cui dominano gli Stati Uniti;

– rivendicare una sfera di influenza russa che vada dall’Europa all’Asia e al Medio Oriente.

Democratura

La Russia oggi si presenta come una sorta di «democratura», termine utilizzato da Predrag Matvejevic per descrivere regimi formalmente costituzionali ma di fatto oligarchici.

In Russia, infatti, ci sono le elezioni ma sono moderatamente manipolate.

Il potere è gestito in modo verticale, con la direzione che parte dal Cremlino e si propagano a livello locale. Mentre Putin, al di là del governo e del Parlamento, preferisce prendere decisioni radunando piccoli comitati informali con i consiglieri fidati.

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