Pitagora

Il mondo per i pitagorici

Per Talete la terra era un disco piatto che galleggiava sull’acqua. Per Anassimene era un disco piatto che galleggiava sull’aria. Per i Pitagorici è diverso. Per i Pitagorici la Terra è una sfera, perché secondo loro la sfera è la figura geometrica più perfetta.
Secondo Filolao, un pitagorico, i corpi celesti (i pianeti) sono in tutto 10 e girano intorno ad un corpo infuocato (in fiamme) che è il centro dell’universo.
Abbiamo la Terra, la Luna, il Sole, i cinque pianeti conosciuti, l’Antiterra e il cielo delle stelle fisse. Questi pianeti non si muovono da soli ma sono incastrati su un corpo infuocato.

L'universo pitagorico

 

Osservando il cosmo dalla sua estrema periferia verso il centro, elencavano questi corpi celesti:
– la sfera delle stelle fisse (la più esterna)
– cinque orbite dei pianeti (Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio)
– sole
– luna
– terra
– antiterra (al 10 posto → 10 è il numero perfetto)
Tutti questi corpi ruotavano intorno al fuoco centrale (Hestia).

Anche il cielo è da essi considerato numero e armonia. Vedono che i corpi si muovono con diverse velocità: i corpi celesti posti a maggior distanza dal centro ruotano più velocemente mentre quelli più vicini sono più lenti. I corpi celesti più veloci producono un suono acuto, quelli più lenti un suono più grave.
Vedono una proporzione tra le distanze dei pianeti tra di loro: la distanza del sole dalla terra è considerata doppia di quella della luna, triplo di quella da venere, quadrupla mercurio.

I suoni prodotti si trovano anch’essi in rapporti giusti che generano armonie cosmiche. L’uomo non è in grado di sentire perché è abituato. Essi osservano che lo spazio che racchiude un punto ha una struttura determinata, infatti possono racchiuderlo soltanto i seguenti poligoni: il triangolo equilatero, il quadrato, l’esagono regolare.

Dai quattro elementi (acqua, fuoco, terra, aria) si genera il cosmo: animato, intelligente e sferico. Nell’universo sono distribuiti in parti uguali il caldo e il freddo, la luce e le tenebre, il secco e l’umido. Lo spazio non è tutto occupato dai corpi. Importante è il concetto di etere: l’aria per i pitagorici è ferma e immobile, quindi insana e mortale, mentre lo strato più elevato è in continuo movimento, puro, sano e luminoso.
Il sole, la luna e gli astri sono delle divinità perché in essi predomina il caldo.

Il tempo è un intervallo periodico e descritto come la sfera del cielo e come una sfera è destinato a ripetersi.

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