Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

“Finché una persona non viene messa alla prova, non si può mai sapere che cos’ha in cuore” e le prove capitano, nella vita. “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” è un romanzo di Fannie Flagg del 1987, tenero, commovente e ricco di speranza. E’ un libro a cui ho voluto bene in modo particolare, perché mi ha sempre fatto credere che a un caffè di una stazione, dove fanno dei piatti semplici, si possa imparare ad andare avanti (“Un cuore si può spezzare, ma continua lo stesso a battere”) o, perché no?, anche essere felici.

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

Incipit:

IL GIORNALE DELLA SIGNORA WEEMS
(BOLLETTINO SETTIMANALE DI WHISTLE STOP, ALABAMA)

12 giugno 1929

Apre un nuovo caffè

Il caffè di Whistle Stop ha aperto la settimana scorsa, proprio di fianco a me alla posta, e le proprietarie, Idgie Threadgoode e Ruth Jamison, affermano che fin dal primo giorno gli affari sono andati a gonfie vele. Idgie dice che la gente non deve aver paura di restare avvelenata, perche non è lei che cucina ma due donne di colore, Sipsey e Onzell, mentre al barbecue c’è Big George, il marito di Onzell.
Se qualcuno non c’è ancora stato, Idgie dice che la colazione viene servita dalle 5.30 alle 7.30 e il menù prevede uova, farina di granturco, biscotti, pancetta affumicata, salsiccia, prosciutto, sugo di carne, il tutto per 25 centesimi.

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