L’espressione “andare per la maggiore” significa godere di stima, avere successo o essere molto apprezzato. Questo modo di dire ha origini storiche che risalgono all’antica Firenze, quando la città era un importante centro di commercio e arte durante il Rinascimento. Firenze era organizzata in corporazioni di arti e mestieri, note come “Arti”. Queste corporazioni erano gruppi di lavoratori e artigiani che si associavano per regolamentare e proteggere i propri mestieri.

Le Arti erano divise in due categorie principali: le Arti Maggiori e le Arti Minori. Le Arti Maggiori comprendevano le corporazioni più prestigiose e potenti, come quella dei giudici e notai, dei commercianti della seta, dei banchieri, e dei mercanti di lana. Questi mestieri godevano di un alto status sociale e di grande influenza economica e politica all’interno della città. Di conseguenza, essere iscritto a una delle Arti Maggiori significava godere di stima e rispetto, oltre a beneficiare di opportunità economiche significative.
Al contrario, le Arti Minori erano corporazioni meno prestigiose, comprendenti mestieri considerati di minore importanza economica o sociale, come i fabbri e i falegnami. Essere parte di queste Arti non garantiva lo stesso livello di riconoscimento e privilegio che caratterizzava le Arti Maggiori.
Nel tempo, l’espressione “andare per la maggiore” si è evoluta per indicare chi gode di una buona reputazione o è particolarmente in voga, estendendo il suo significato originale a contesti più generali al di fuori dell’organizzazione delle corporazioni fiorentine. Oggi, il modo di dire è comunemente usato per descrivere persone, idee, prodotti o eventi che sono molto apprezzati o che riscuotono grande successo nella società.
