L’età giolittiana

L’età giolittiana, compresa tra il 1900 e il 1914, rappresenta un periodo di trasformazione politica, economica e sociale per l’Italia, caratterizzato dalla leadership di Giovanni Giolitti, figura centrale della sinistra liberale. Giolitti, già con una solida esperienza amministrativa alle spalle, assume un ruolo dominante nella politica italiana, ricoprendo la carica di primo ministro in vari periodi, dal 1892 e poi dal 1903 al 1914. Il suo governo è associato a un periodo di sviluppo economico, di consolidamento istituzionale e di progressiva integrazione delle masse nella vita politica, pur in un contesto di forti contrasti sociali.

L'età giolittiana

L’Italia di fine ‘800

L’Italia di fine Ottocento si trovava in una fase complessa di consolidamento politico e sociale dopo l’unificazione e la presa di Roma, avvenuta nel 1870, che aveva sancito l’annessione definitiva del territorio pontificio al Regno d’Italia e la proclamazione di Roma come capitale. Nonostante l’apparente successo nel completare l’unità territoriale, il nuovo Stato italiano si trovava di fronte a una serie di questioni irrisolte, che coinvolgevano tanto l’ambito politico quanto quello economico e sociale.

L'Italia di fine '800