Papa Leone X

Papa Leone X, nato Giovanni di Lorenzo de’ Medici, fu uno dei pontefici più rappresentativi del Rinascimento e una figura emblematica della Chiesa pre-tridentina. Appartenente alla potente famiglia fiorentina dei Medici, divenne papa nel 1513, in un momento cruciale per la storia della cristianità e dell’Europa: sul piano politico, era l’epoca delle grandi monarchie assolute e delle guerre d’Italia; sul piano culturale, il Rinascimento raggiungeva il suo apogeo; sul piano religioso, l’unità della Chiesa si trovava minacciata dall’emergere delle istanze riformatrici che avrebbero portato alla Riforma protestante. Leone X incarna le ambivalenze di questo tempo: mecenate raffinato, amante delle arti e delle lettere, fu però anche un politico spregiudicato e un uomo di Chiesa spesso accusato di mondanità e di disinteresse per le riforme spirituali. La sua figura resta centrale per comprendere le tensioni religiose, culturali e istituzionali dell’epoca.

Leone X

Fatto trenta si può far trentuno

L’espressione “fatto trenta si può fare trentuno” viene utilizzata per suggerire che, una volta compiuto uno sforzo significativo, aggiungere un ulteriore piccolo passo non rappresenta un grande problema e può essere necessario per completare o migliorare un’opera. Questo detto trasmette l’idea che, avendo già fatto tanto, un ulteriore sforzo non cambierà di molto la situazione, ma può essere utile per ottenere un risultato migliore.

Fatto trenta si può far trentuno

L’origine dell’espressione è tradizionalmente attribuita a un episodio della storia papale, legato a Papa Leone X, che fu pontefice dal 1513 al 1521. Leone X, nato Giovanni di Lorenzo de’ Medici, apparteneva alla potente famiglia fiorentina dei Medici. Il suo pontificato è noto per il grande sfarzo e per la promozione delle arti e delle lettere durante il Rinascimento.

Si racconta che Papa Leone X avesse deciso di nominare trenta nuovi cardinali in un solo concistoro, un numero già considerevole per l’epoca. Tuttavia, si accorse di aver dimenticato un prelato che riteneva particolarmente meritevole di tale onore. Di fronte alla possibilità di includerlo nella lista, nonostante avesse già raggiunto il numero stabilito, il Papa avrebbe risposto: “Chi ha fatto trenta può fare trentuno.” Questa frase rifletteva la sua convinzione che aggiungere un ulteriore cardinale non avrebbe fatto una grande differenza, se non per correggere un’omissione importante e riconoscere il valore del prelato dimenticato.

L’espressione ha così acquisito un significato simbolico, applicabile in vari contesti al di fuori di quello religioso. È spesso usata per incoraggiare a completare un compito iniziato, a spingere oltre un limite già raggiunto, o a non temere di fare uno sforzo aggiuntivo quando si è già fatto tanto.