Razza ed etnia

Il concetto di razza, nella sua accezione biologica, appare problematico e inefficace se applicato alla specie umana. Dal punto di vista biologico, l’uomo è una specie unica, poiché tutti gli individui appartenenti alla specie Homo sapiens sono in grado di riprodursi tra loro, confermando così una continuità genetica che annulla qualsiasi distinzione biologica significativa tra gruppi umani. La razza, in senso biologico, dovrebbe identificare un gruppo di individui che, per caratteristiche genetiche specifiche, si differenzi da altri gruppi della stessa specie. Tuttavia, questa definizione si rivela difficile da applicare all’essere umano, come evidenziato dagli studi scientifici contemporanei.

Razza ed etnia

Quando si tenta di trasporre questo concetto al genere umano, emergono diverse difficoltà. Le moderne ricerche genetiche, come quelle condotte da Luca Cavalli-Sforza, hanno dimostrato che le differenze genetiche tra popolazioni umane sono estremamente limitate. Le caratteristiche fisiche, come il colore della pelle o la forma del cranio, sono il risultato di adattamenti evolutivi a condizioni ambientali specifiche, ma non riflettono differenze sostanziali tra i gruppi umani. Nel suo libro Geni, popoli e lingue, Cavalli-Sforza ha mostrato come le diversità fisiche e culturali siano legate principalmente a fattori geografici e storici, piuttosto che a una suddivisione naturale della specie umana in razze distinte.

Guido Barbujani, nel suo saggio L’invenzione delle razze, rafforza questa tesi sottolineando che tutti gli esseri umani, nonostante le loro apparenti diversità, condividono un’origine comune. L’analisi genealogica rivela che ogni individuo vivente oggi ha una rete di antenati che si estende su migliaia di anni e include un numero elevato di individui. Nei soli ultimi 250 anni, ognuno di noi ha avuto circa 1.024 antenati diretti. Se si risale ancora più indietro nel tempo, come all’epoca di Cristoforo Colombo o all’anno Mille, questo numero diventa esponenzialmente più grande. Ciò evidenzia come la razza non possa essere definita in modo rigido, poiché siamo tutti parte di un continuum genealogico che lega l’intera umanità.

Dal punto di vista genetico, quindi, le cosiddette “razze” non hanno basi scientifiche solide. La diversità umana è graduale e non vi sono punti di rottura netti tra i gruppi di popolazione. Tuttavia, l’idea di razza ha avuto un profondo impatto sulla storia e sulla società, influenzando politiche, identità e rapporti di potere. La costruzione del concetto di razza è stata spesso utilizzata per giustificare il dominio coloniale, la schiavitù e le discriminazioni, facendo leva su una presunta superiorità biologica di alcuni gruppi su altri.

D’altra parte, il concetto di etnia, che riguarda maggiormente le dimensioni culturali, storiche e sociali di un gruppo, si discosta nettamente dal concetto biologico di razza. Un’etnia non si basa su differenze genetiche, ma piuttosto su una comune identità culturale, linguistica e storica. Secondo una definizione interessante fornita da Stalin, l’etnia si configura come un gruppo sociale dotato di una propria organizzazione autonoma, un forte senso di appartenenza e una visione condivisa delle proprie origini e del proprio destino storico. L’etnia, pertanto, si fonda su una concezione simbolica e collettiva dell’identità.

Negli Stati Uniti, il termine “race” viene ancora utilizzato, soprattutto in contesti socio-culturali, per riferirsi ai profili etnici, riflettendo un utilizzo misto e spesso confuso del termine. Questa commistione tra razza ed etnia è il risultato di una lunga storia di categorizzazioni sociali che affondano le radici nella schiavitù e nella segregazione razziale. Tuttavia, la comprensione scientifica contemporanea spinge sempre di più a distinguere tra il concetto di razza, privo di fondamento biologico, e quello di etnia, che si riferisce a identità culturali e sociali.

In Europa, dove il concetto di stato-nazione si è consolidato a partire dal XIX secolo, le etnie sono spesso legate alle nazionalità. Tuttavia, ci sono casi di gruppi etnici che non hanno mai aspirato a una propria autonomia statale, come i Rom o i Sinti, i quali mantengono una forte identità culturale pur non identificandosi con un territorio statale preciso. Al di fuori dell’Europa, il colonialismo ha spesso frammentato le etnie in stati artificialmente creati, dove le frontiere tracciate dalle potenze coloniali non tenevano conto delle identità etniche preesistenti. Questo ha creato situazioni di conflitto e tensione in molte aree del mondo, soprattutto in Africa, dove i confini tracciati dalle potenze europee non riflettono la realtà etnica e culturale dei popoli locali.

Il legame tra stato ed etnia varia quindi significativamente a seconda del contesto storico e geografico, rendendo difficile l’applicazione di modelli universali.

Colonia e colonialismo

Il termine “colonia” ha origini remote e si riferisce inizialmente a un fenomeno di migrazione, diffusosi principalmente nell’antica Grecia e a Roma.

Colonia e colonialismo

In origine, una colonia era l’insediamento di un gruppo di cittadini al di fuori del proprio stato o polis, spesso in territori esterni ai confini originali, senza necessariamente implicare un dominio diretto o una sovranità esercitata sul nuovo territorio. Questi gruppi si stanziavano in terre nuove per motivi demografici, agricoli o commerciali, e il loro insediamento poteva comportare la convivenza con le popolazioni locali oppure, in alcuni casi, l’occupazione di aree disabitate. Questo processo, quindi, non implicava automaticamente la sottomissione delle popolazioni autoctone, ma poteva tradursi in una semplice presenza etnica di una “parte” della popolazione madre.

Le colonie greche, ad esempio, erano spesso fondate lungo le coste del Mediterraneo e del Mar Nero, con l’obiettivo di espandere la rete commerciale e trovare nuove terre coltivabili per far fronte a problemi di sovrappopolazione. Anche nell’antica Roma, la fondazione di colonie era un modo per controllare militarmente e politicamente territori strategici o per distribuire terre ai veterani. In questi contesti, il concetto di colonia rimaneva strettamente collegato alla migrazione e all’inserimento demografico di cittadini in aree esterne, con forme di controllo che potevano variare da una semplice presenza a una vera e propria gestione del territorio.

Con il passare del tempo, tuttavia, il significato del termine “colonia” si è evoluto, assumendo una connotazione più esplicitamente politica e legata al controllo territoriale. Già in epoca romana si può notare questa transizione: le colonie romane si trasformarono in veri e propri avamposti militari e amministrativi, segnando il primo esempio di espansione territoriale imperialista. Il concetto di “colonia”, dunque, da una connotazione inizialmente demografica e territoriale, cominciò a includere anche l’idea di dominio politico e amministrativo, in cui il territorio colonizzato era sottoposto al controllo diretto di una potenza esterna. In letteratura, questo doppio significato persiste, poiché, se da un lato il termine può ancora indicare un semplice insediamento, dall’altro si riferisce sempre più a un sistema di dominio territoriale.

Il colonialismo, invece, si configura come un fenomeno storico e politico legato principalmente all’espansione dell’Europa a partire dalla fine del Quattrocento. È in questo periodo che le grandi potenze europee, attraverso esplorazioni marittime, cominciarono a stabilire domini su territori di altri continenti, in particolare in America, Africa e Asia. Il colonialismo si distingue dal semplice concetto di colonia per il suo carattere sistematico e per la volontà esplicita di esercitare un controllo politico, economico e culturale su popoli e territori spesso considerati inferiori o bisognosi di “civilizzazione”.

Nel colonialismo, lo stato conquistatore sottopone il territorio coloniale alla propria sovranità, senza però che questo venga considerato parte integrante del proprio stato. Il territorio colonizzato diviene così un’entità separata, governata secondo le leggi e gli interessi del colonizzatore, senza una reale integrazione politica o giuridica con la madrepatria. Questa distinzione giuridica è fondamentale: mentre i cittadini dello stato colonizzatore godono di pieni diritti civili e politici, gli abitanti delle colonie vengono considerati sudditi, soggetti a un regime giuridico differenziato e spesso discriminatorio. La loro condizione è quella di popolazioni subalterne, prive di potere decisionale e spesso private dei diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini della metropoli.

Questo rapporto asimmetrico tra il colonizzatore e il colonizzato si riflette non solo nella sfera politica, ma anche in quella economica e sociale. Le colonie vengono sfruttate per le loro risorse naturali e umane, con un sistema economico che favorisce esclusivamente la metropoli. Le ricchezze prodotte nei territori colonizzati vengono trasferite alla madrepatria, lasciando le popolazioni autoctone in una condizione di povertà e dipendenza economica. In questo senso, il colonialismo si configura come un sistema di sfruttamento istituzionalizzato, in cui le risorse e le persone delle colonie sono poste al servizio degli interessi economici del colonizzatore.

I diritti e i doveri imposti agli abitanti delle colonie sono quindi molto diversi rispetto a quelli dei cittadini dello stato coloniale. Gli autoctoni, considerati sudditi, non godono di diritti politici, sono soggetti a forme di lavoro forzato o semi-forzato, e subiscono una segregazione che può assumere forme più o meno violente a seconda del contesto. Questo sistema di discriminazione si accompagna spesso a un discorso di legittimazione ideologica, che giustifica la dominazione coloniale con l’idea di una missione civilizzatrice, ovvero il presunto dovere dell’Europa di portare “civiltà” ai popoli ritenuti primitivi o arretrati.

Qualunquismo

L'Uomo qualunque

Nel 1944 Guglielmo Giannini, giornalista che ha vissuto, come tanti italiani, la tragedia della morte di un figlio in guerra (evento che peserà nelle sue scelte pubbliche), fonda una rivista, L’Uomo Qualunque, subito seguita dal movimento politico Fronte dell’Uomo Qualunque. Il partito si fa portatore delle istanze di sfiducia nei partiti politici e nelle istituzioni pubbliche, dando voce a chi ritiene che lo Stato e la politica siano sempre nemici delle persone comuni. La guerra, le distruzioni e le macerie politiche e morali dell’Italia all’indomani della caduta del fascismo lo portano a maturare un sentimento di completa sfiducia. Dagli avversari il movimento politico viene accusato di essere di ispirazione fascista, anche se in realtà si tratta di un partito dal tratto molto libertario (lo Stato, simbolo di ogni male, secondo il Fronte dell’Uomo Qualunque va ridotto al minimo). Alle elezioni del 1946 il Fronte dell’Uomo Qualunque raccoglie il 5,3% dei voti, concentrati soprattutto nel Sud Italia (che, a differenza del Nord, non ha partecipato alla rinascita nazionale con la Resistenza). Negli anni seguenti il partito viene coinvolto nell’orbita governativa e nel 1948 si scioglie: i suoi membri vanno in gran parte nei partiti monarchico (PNM) e liberale (PLI), qualcuno nel partito neofascista del Movimento sociale italiano (MSI).

La parola qualunquista indica, ancora oggi, un rifiuto e una sfiducia nella politica e nelle istituzioni, senza distinzioni di responsabilità tra i diversi soggetti. Il termine è utilizzato in senso negativo.

Lessico – Chiesa e religione

Abiurare Ritrattare una tesi o una dottrina in modo ufficiale.
Anabattisti Sono un gruppo radicale del ‘500. Predicano l’uguaglianza sociale e vogliono creare una comunità di puri. Affermano che il battesimo da bambini non vale e tutti i fedeli devono essere ri-battezzati (anabattisti vuol dire ribattezzatori).
Anatema Per anatema si intende la scomunica (vd. Scomunica) solennemente lanciata contro eretici (vd. Eresia) e scismatici (vd. Scisma).
Anglicani Cristiani che seguono la riforma di Enrico VIII Tudor (1491-1547).
Gli anglicani riconoscono il re di Inghilterra come capo della Chiesa, ma a livello dottrinale non si distinguono molto dai cattolici (vd. Scisma).
Apologia/apologetico Discorso in difesa di qualcuno o qualcosa. L’apologetica è la parte della teologia che si occupa di difendere la verità della religione dagli attacchi e dalle persecuzioni.
Ariani Seguaci della dottrina di Ario il quale afferma che Cristo non è Dio, anche se è simile a lui.
La dottrina ariana è stata condannata dal Concilio di Nicea del 325.
Benedettini I benedettini sono un ordine religioso (vd. Monaci) fondato da Benedetto da Norcia nel 529 con il monastero di Montecassino. L’ordine segue la regola «Ora et labora», cioè «prega e lavora». Alcune ore sono dedicate alla preghiera e alcune ore sono dedicate al lavoro manuale.
Bolla Documento ufficiale.
Calvinisti Cristiani che si ispirano alla riforma di Giovanni Calvino (Jehan Cauvin, 1509-1564). Importante per loro è la teoria della predestinazione: ogni credente deve cercare dentro di sé i segni della salvezza. Il successo nella vita e nel lavoro sono, per i calvinisti, segni della predestinazione (vd. Predestinazione).
Canonizzazione Dichiarazione ufficiale, da parte della Chiesa, della santità di una persona.
Cappuccini I cappuccini sono un ordine religioso (vd. Monaci) fondato nel 1528 da Matteo da Bascio. Sono un ordine mendicante (vd. Francescani) e si occupano di predicazione popolare e assistenza ai malati.
Cardinali Sono le figure più importanti della Chiesa cattolica dopo il papa. Oltre a partecipare all’elezione del papa attraverso il conclave (vd. Conclave), i cardinali ricoprono i ruoli più importanti nella curia (vd. Curia) e, spesso, sono vescovi delle diocesi (vd. Diocesi) più importanti del mondo.
Catari Il catarismo è un movimento eretico del XII secolo. Il nome viene dal greco: katharòs, che vuol dire puro. I càtari vogliono realizzare il modello di vita evangelico e affermano che nella realtà c’è un dualismo assoluto: c’è il Bene, rappresentato da Dio e dallo spirito, e c’è il male, rappresentato da Satana e dalla Materia. L’obiettivo è liberarsi dalla materia per raggiungere lo spirito.
Cenobitismo Con questo termine si indica la vita in comune dei monaci (vd. Monaci), che viene praticata nei monasteri sotto una guida spirituale e seguendo una regola (vd. Regola)
Clericalizzazione Un processo attraverso il quale una religione prende il potere su uno o più aspetti della società.
Concilio Assemblea di tutti i vescovi chiamata a esercitare il potere della Chiesa universale. Il concilio può scrivere decreti e prendere decisioni, che hanno valore solo se il papa è d’accordo.

Concistoro

Riunione dei cardinali sotto la presidenza del papa.
Conclave Riunione dei cardinali che devono eleggere il papa.
Concubinato Convivenza di un sacerdote/vescovo con una donna (vd. Nicolaismo).
Consustanziazione Dottrina che afferma che nell’eucarestia nell’ostia c’è anche la presenza di Cristo. Questa dottrina è sostenuta dai luterani mentre per la Chiesa cattolica si parla di transustanziazione (vd. Transustanziazione).
Crociate Le crociate sonospedizioni militari di carattere religioso e sono chiamate così per la croce che i guerrieri dipingevano sugli scudi.
La prima crociata parte alla fine del 1096 e ha come obiettivo la liberazione di Gerusalemme dai musulmani.
Le crociate sono state 8 e l’ultima è del 1270.

Curia

Insieme di organi e autorità che si occupano di amministrazione della Santa Sede.
Diocesi Una parte del territorio su cui il vescovo (vd. Vescovo) esercita il suo potere. Di solito corrisponde alle vecchie divisioni dell’Impero Romano.

Dogma

Verità rivelata da Dio o definita dalla Chiesa, che viene imposta ai credenti come articolo di fede. Il dogma, pertanto, deve essere accettato come vero e giusto senza poter essere messo in discussione.

Domenicani

I domenicani sono un ordine religioso (vd. Monaci) fondato dallo spagnolo Domenico di Guzmàn (1170-1221). Per i domenicani è molto importante la preparazione culturale e teologica del clero. I domenicani diventano fondamentali nei tribunali dell’Inquisizione (vd. Inquisizione).
Sono un ordine mendicante (vd. Francescani)
Enciclica Lettera apostolica scritta dal Papa ai vescovi (vd. Vescovo) e ai fedeli di tutto il mondo su un determinato argomento giudicato importante.
Eremita Colui che vive in isolamento dalla società, spesso per motivi religiosi e spirituali.
Eresia Eresia viene dal greco aìresis che vuol dire scelta. L’eresia è una dottrina contraria alla verità della Chiesa.
Francescani I francescani sono un ordine religioso (vd. Monaci) fondato da Francesco d’Assisi (1181-1226). I francescani si fanno chiamare “frati minori”, per indicare gli strati più bassi della popolazione.
Il messaggio francescano si fonda sul rifiuto dei beni materiali e sulla povertà assoluta. La Regola (vd. Regola) francescana dice infatti che i frati non possono possedere nulla e se non riescono a mantenersi con il
proprio lavoro, devono chiedere la carità. Per questo vengono chiamati “ordini mendicanti”.
Gesuiti I gesuiti sono un ordine religioso (vd. Monaci), chiamati anche Compagnia di Gesù, che nasce nel 1534 da Ignazio di Loyola, un ex generale spagnolo.
I gesuiti giurano obbedienza totale al papa.
La loro formazione è accurata: due anni di noviziato,
due di studi letterari e scientifici, tre di filosofia, quattro di teologia.
La loro struttura è fortemente gerarchica e hanno un’obbedienza di tipo militare.
Giansenismo Il giansenismo è una corrente religiosa cattolica che sostiene una fede interiorizzata, quindi senza la necessità di seguire le pratiche religiose. Il giansenismo prende il nome da Cornelis Jansen, chiamato Giansenio.
Nel 1653, su richiesta di Luigi XIV, il papa Innocenzo X condanna il giansenismo.
Grazia Dono gratuito di Dio, attraverso il quale l’uomo può salvarsi.
Indulgenza Con questo termine si indica la possibilità di ottenere il perdono dei peccati pagando.
Inquisizione Con il termine inquisizione si intende il tribunale dell’Inquisizione, un tribunale religioso istuituito dal papa Gregorio IX. Il compito di tale tribunale è raccogliere le accuse di eresia, interrogare e processare i sospetti. Le punizioni sono di vario tipo ma le colpe più gravi comportano la morte tramite il rogo, che è visto come purificatore.
Investitura Attribuzione di una carica che può essere ecclesiastica o politica. Per lotta per le investiture si intende lo scontro tra il papa e l’imperatore per la nomina dei vescovi (vd. Vescovo).
Libero arbitrio Tale espressione non indica una forma di libertà senza limiti, infatti “arbitrio” viene dal latino “arbitrium”che vuol dire “arbitrato”, cioè “giudizio ragionevole”. Quindi con “libero arbitrio” dobbiamo intendere il giudizio ragionevole che la nostra volontà è libera di seguire o non seguire.
Luterani Cristiani che si ispirano alla riforma di Martin Lutero (1483-1546).
I luterani riconoscono due soli sacramenti: battesimo ed eucarestia. Per l’eucarestia parlano di consustanziazione (vd. Transustanziazione e Consustanziazione).Per i luterani, per raggiungere la salvezza sono  necessarie la fede e le Scritture (sola fide et sola scriptura). Non ritengono necessaria l’interpretazione della Bibbia da parte della Chiesa.
Martiri Chi in nome della fede accetta il sacrificio di sé fino alla morte.
Monaci I monaci (dal greco monos, che vuol dire uno) fanno esperienza di vita solitaria mettendo al centro la fede. Le prime forme di monachesimo nascono in oriente nel III sec. e si diffondono in occidente nel IV sec.
Monofisiti I monofisiti (dal greco monos, uno, e physis, natura) sostengono che Cristo è solo Dio e non è uomo. Questa tesi è condannata dal concilio di Calcedonia del 451.
Nicolaismo Convivenza di un sacerdote/vescovo con una donna. Il nome viene dal diacono Nicola che combatte il celibato ecclesiastico (vd. Concubinato).
Pagani All’inizio il termine indicava tutti quelli che non erano cristiani. Pagano viene dal latino paganus che viene da pagus, cioè villaggio, quindi borghese. Il cristiano, infatti, veniva considerato soldato di Cristo.

Patriarca

Con questo termine si indicava, in origine, il vescovo (vd. Vescovo) di una delle diocesi più importanti e che aveva una maggiore autorità. Con il tempo, però, in occidente il titolo di patriarca diventa solo onorifico mentre nelle chiese ortodosse rappresenta il capo di una Chiesa cristiana.

Patrimonio di San Pietro

Insieme delle ricchezze e dei territori gestiti dalla Chiesa.
Predestinazione Dottrina secondo la quale Dio ha predestinato alcune persone alla salvezza e tutti gli altri alla dannazione. La dottrina della predestinazione è presente nei luterani (vd. Luterani) e nei calvinisti (vd. Calvinisti).
I sostenitori di questa dottrina non credono nel libero arbitrio (vd. Libero arbitrio).

Regola (monastica)

Insieme di regole che disciplinano la vita monastica di un ordine religioso (vd. Monaci).
Reliquia Corpo o parte del corpo di un santo o oggetto che è appartenuto a lui/lei.
Sacramento Segno sensibile (che si può vedere/sentire) della Grazia. Per la Chiesa cattolica sono sette: eucarestia, battesimo, confessione, matrimonio, cresima, ordine, estrema unzione.
Scisma Lo scisma è la separazione di un gruppo di fedeli dalla Chiesa originaria.
Scomunica Esclusione di un battezzato dalla comunione dei fedeli.
Simonìa Vendita delle cariche ecclesiastiche. Il temine viene da Simon Mago, un personaggio biblico, che vedendo gli apostoli compiere miracoli chiede di poter ottenere lo stesso potere pagando.
Sinodo Assemblea di sacerdoti e fedeli, chiamati a collaborare con il vescovo (vd. Vescovo) per affrontare i problemi della vita pastorale e promuovere la vita cristiana.
Templari I templari sono un ordine monastico-cavalleresco (vd. Monaci). Gli ordini monastico-cavallereschi oltre al voto di povertà, castità e obbedienza fanno voto di lottare contro i nemici della fede.
L’ordine nasce in seguito alle crociate (vd. Crociate) e alla conquista di Gerusalemme (1099).
Transustanziazione Dottrina che afferma che nell’eucarestia l’ostia diventa realmente corpo di Cristo. Questa dottrina è sostenuta dalla Chiesa cattolica mentre per i luterani (vd. Luterani) si parla di Consustanziazione (vd. Consustanziazione).
Valdesi I valdesi sono seguaci di Pietro Valdo, un mercante che nel 1176 ha venduto tutte le ricchezze per vivere il Vangelo. I valdesi sostengono che ogni fedele può amministrare i sacramenti e per questo sono stati perseguitati come eretici.
Vescovi Dal II secolo compare la figura del vescovo/episcopo. Episcopo viene dal greco e vuol dire sorvegliante. All’inizio il vescovo viene eletto dai fedeli e consacrato dai vescovi delle altre città, per questo diventa una figura con poteri spirituali e politici e, soprattutto, è molto legato alla sua diocesi. Con il tempo, e dopo la lotta per le investiture, il vescovo diventerà di nomina imperiale o pontificia.