Parmenide di Elea (VI-V secolo a.C.) è una delle figure più influenti della filosofia antica e il fondatore dell’ontologia, la disciplina che studia l’essere in quanto tale. Attraverso il suo poema filosofico Sulla natura, scritto in esametri, egli introduce una visione radicale della realtà, basata sull’opposizione tra verità (aletheia) e opinione (doxa).
Il nucleo del pensiero parmenideo è la negazione del divenire e della molteplicità: secondo Parmenide, la ragione dimostra che l’essere è unico, immutabile, eterno e omogeneo, mentre il mondo percepito dai sensi è solo un’illusione. Con questa posizione, egli pone le basi per la riflessione metafisica successiva, influenzando profondamente filosofi come Platone, Aristotele e, più in generale, l’intero sviluppo del pensiero occidentale.

