Senso e significato

Esplorare la dicotomia tra senso e significato permette di approfondire la nostra comprensione dei meccanismi attraverso cui costruiamo significati e interpretazioni del mondo, sottolineando l’importanza del contesto, della soggettività e dell’interazione sociale nel processo di significazione. La distinzione tra senso e significato non solo illumina aspetti fondamentali della filosofia del linguaggio, ma fornisce anche strumenti critici per affrontare questioni relative all’interpretazione, alla comunicazione e alla comprensione intersoggettiva in una varietà di contesti umani e culturali.

Senso e significato

Il significato e il senso: tra oggetto e percezione

Iniziamo considerando il concetto di significato, inteso comunemente come il riferimento diretto che una parola o una frase ha nei confronti di un oggetto o concetto nel mondo reale. Tale relazione tra il simbolo linguistico e ciò che esso indica è fondamentale per la comunicazione: quando parliamo di “albero”, ad esempio, ci riferiamo a quell’entità fisica che è radicata nel nostro ambiente e che riconosciamo come tale. Il significato è dunque il ponte tra il linguaggio e il mondo, permettendoci di navigare e comprendere la realtà che ci circonda attraverso le parole. Il senso, d’altra parte, introduce una dimensione più soggettiva e sfumata della nostra relazione con il linguaggio. Tale aspetto riguarda il modo in cui un concetto o un oggetto viene percepito e interpretato dall’individuo, abbracciando le connotazioni, i contesti e le implicazioni personali o culturali evocate da una parola o espressione. Il senso della parola “albero” può variare significativamente da persona a persona: per alcuni può evocare ricordi d’infanzia, per altri simboli di crescita o di natura, dipendendo dalle esperienze personali e dal contesto culturale di riferimento.

La distinzione di Frege

La distinzione tra senso e significato è stata tematizzata esplicitamente da Gottlob Frege nella sua opera Sul senso e sul significato (1892). Per Frege, il “significato” (Bedeutung) di un termine o di un’espressione linguistica è l’entità o l’oggetto concreto nel mondo reale al quale quel termine si riferisce direttamente. Ad esempio, quando parliamo della “Luna”, il significato di questa parola è l’oggetto celeste specifico che possiamo osservare nel cielo notturno. Il significato, quindi, riguarda la relazione diretta tra il linguaggio e gli oggetti o i fatti a cui il linguaggio si riferisce. D’altro canto, il “senso” (Sinn) di un’espressione riguarda il modo in cui l’oggetto o il concetto è presentato alla mente di chi ascolta o legge. Si tratta di una dimensione più sottile e complessa, che include le vie attraverso le quali un’entità viene percepita, concepita o immaginata. Il senso incorpora quindi non solo la mera identificazione dell’oggetto, ma anche il modo in cui quest’ultimo viene compreso nel contesto di una proposizione o di un discorso. Frege esemplifica la distinzione tra senso e significato con un esempio storico: le espressioni “il vincitore di Jena” e “lo sconfitto di Waterloo” si riferiscono entrambe a Napoleone Bonaparte. Sebbene entrambe le espressioni abbiano lo stesso significato (ossia, l’individuo Napoleone Bonaparte), trasmettono sensi differenti. “Il vincitore di Jena” presenta Napoleone in qualità di generale trionfante in una specifica battaglia, mentre “lo sconfitto di Waterloo” lo dipinge come sconfitto in un altro contesto storico. Ciò illustra come lo stesso riferimento oggettivo, Napoleone Bonaparte, possa essere presentato in modi che evocano immagini mentali, contesti e interpretazioni distinti, sottolineando il ruolo del contesto e della percezione nella comunicazione linguistica.

Tra semantica ed ermeneutica

Nel dominio della semantica, l’analisi si concentra primariamente sul significato letterale delle parole e delle frasi, esaminandone i riferimenti diretti a oggetti, entità o concetti presenti nel mondo reale. Qui, il significato viene indagato in termini di corrispondenza tra le espressioni linguistiche e ciò a cui esse si riferiscono effettivamente, stabilendo una relazione quasi meccanica tra linguaggio e realtà. Al contrario, quando si parla di senso, ci si immerge in una dimensione più ricca e sfaccettata, che trascende la mera denotazione. Il senso si nutre delle percezioni, delle esperienze e dei contesti in cui le parole vengono usate e interpretate. Esso incorpora le varie connotazioni, le implicazioni culturali, storiche e personali che un termine o una frase possono evocare in chi ascolta o legge, rendendo la comprensione del linguaggio un’esperienza soggettiva e profondamente radicata nel contesto specifico di ciascun individuo. L’ermeneutica, come disciplina dedicata all’interpretazione dei testi, simboli e artefatti culturali, eleva ulteriormente la discussione, attribuendo una particolare importanza alla distinzione tra senso e significato. In questo campo, l’attenzione si sposta verso la complessità dell’interpretazione, riconoscendo che ogni testo o simbolo può aprire a molteplici livelli di comprensione. Questi strati di senso emergono non solo dal testo stesso, ma anche dall’interazione con il contesto storico, culturale e personale dell’interprete, suggerendo che la decifrazione di un’opera sia un dialogo continuo tra il lettore e il materiale di fronte a lui, piuttosto che la semplice estrazione di un significato fisso e univoco.

L’influenza del contesto

La questione del contesto emerge come fattore determinante, come evidenziato dal lavoro di filosofi del linguaggio quali Ludwig Wittgenstein. La sua nozione di “giochi linguistici” illustra come il significato di parole ed espressioni sia intrinsecamente legato al loro utilizzo in specifici contesti, mostrando che il senso di un’espressione può variare a seconda delle circostanze. Tale prospettiva enfatizza l’idea che la comprensione del linguaggio sia profondamente ancorata all’uso pratico all’interno di comunità di parlanti, sottolineando come sia il senso sia il significato siano intimamente connessi alle dinamiche sociali, culturali e individuali che caratterizzano ogni atto comunicativo.

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