La guerra fredda

La Guerra Fredda fu un conflitto ideologico, politico ed economico che si sviluppò tra il 1947 e il 1991 tra le due superpotenze mondiali: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Sebbene non si sia mai tradotto in un conflitto armato diretto tra i due blocchi, il confronto si manifestò attraverso una corsa agli armamenti, guerre per procura, competizione tecnologica (come la corsa allo spazio) e una costante tensione diplomatica. La Guerra Fredda segnò profondamente il panorama geopolitico globale, dividendo il mondo in due blocchi contrapposti fino alla dissoluzione dell’URSS.

La guerra fredda

Dagli anni ruggenti alla crisi del 1929

Gli anni Venti, noti come i “Roaring Twenties”, rappresentano un periodo di crescita economica e trasformazioni sociali senza precedenti negli Stati Uniti, caratterizzato da innovazioni industriali e culturali, ma anche da tensioni politiche e xenofobia. Tuttavia, questo decennio culmina nel drammatico crollo di Wall Street nel 1929, che segna l’inizio della Grande Depressione, una crisi economica globale con conseguenze profonde su scala internazionale.

Dagli anni ruggenti alla crisi del 1929

La ballata del caffè triste

Un vecchio emporio si trasforma in un caffè, quando una donna dal viso opaco e dai modi spigolosi si innamora di un nano gobbo. Il paese squallido e vuoto, dove “l’anima ti si corrompe nella noia”, si riempie di vita e di personaggi che non vorremmo mai incontrare. Questo racconto lungo di Carson McCullers è un breve viaggio in una dimensione in cui le favole non hanno il lieto fine. Il testo è stato pubblicato nel ’43, negli Stati Uniti in guerra e che cercavano di riprendersi dalla Grande depressione. Eppure sembra raccontare di un tempo dell’anima, in cui dalla finestra che volge su una strada deserta si cerca di intravedere un barlume di felicità. Ma “La ballata del caffè triste” è il breve canto di un’utopia irrealizzata e quando la musica finisce, l’incanto si interrompe. Dopo essere stato fuori commercio a lungo, il libro è stato ristampato nel 2013 e merita una lettura.

La ballata del caffè triste

Incipit:

Il paese in sé è squallido: non c’è nulla tranne la filanda del cotone, le case di due stanze dove vivono gli operai, pochi alberi di pesco, una chiesa con due finestre colorate e una misera via principale, lunga appena un centinaio di metri. Il sabato vengono gli affittuari delle fattorie vicine per una giornata di chiacchiere e commerci. Altrimenti il paese è solitario, triste, come un luogo remoto ed estraniato da tutti gli altri nel mondo.

Citazione:

Prima di tutto l’amore è un’esperienza comune tra due persone; ma l’essere un’esperienza comune non significa che sia simile. C’è chi ama e chi si lascia amare: due persone che vengono da regioni diverse. Spesso l’amato rappresenta solo lo stimolo per tutto l’amore represso che fino ad oggi, da tanto tempo ha atteso l’appello. Ed ogni amante in certo modo lo sa. In cuor suo sente che il proprio amore è solitario. Arriva così a conoscere una uova, singolare solitudine ed è questa consapevolezza a farlo soffrire. Per lui ormai c’è una sola cosa da fare: albergare in sé il proprio amore come meglio può; creargli un intero, nuovo mondo interiore, un mondo strano ed intenso, completo in sé. Si aggiunga qui che l’amante di cui parliamo non è necessario sia un giovanotto il quale fa risparmi per l’anello nuziale; potrà essere uomo, donna, bambino, qualsiasi creatura umana sulla terra. Anche l’amato può avere qualsiasi figura. La persona più impensata sarà stimolo all’amore. Si può essere un tentennante bisavolo e amare ancora una ragazza sconosciuta, vista per le strade di Cheehaw un pomeriggio vent’anni prima. Il predicatore amerà una donna caduta. Si potrà amare una creatura falsa e grossolana, votata ai vizi peggiori e chi l’ama se ne accorgerà benissimo, come chiunque altro, senza che ciò alteri di un atomo l’evoluzione del suo amore. La persona più mediocre sarà oggetto di un amore furibondo, eccezionale e splendido come i velenosi gigli di campo. L’uomo buono susciterà una passione violenta e insieme degradante, ed un pazzo frenetico farà nascere nell’animo un semplice e tenero idillio. Il valore dunque e la qualità dell’amore vengono determinati unicamente da colui che ama. Per questo motivo si preferisce, nella maggioranza, amare più che essere amati. Quasi tutti vogliono amare. E la cruda verità è che per molti la condizione dell’essere amati riesce intollerabile. L’amato teme ed odia colui che lo ama, e a ragione. Perché l’amante cerca sempre di mettere a nudo l’oggetto del proprio amore; e richiede ogni possibile genere di rapporto con l’amato, anche se l’esperienza gli porterà solo dolore.

Chiedi alla polvere

“Ricordati di me, / sussurra la polvere” recita la poesia di Peter Huchel. La polvere custodisce ciò che è stato, così era nelle intenzioni di Huchel. Ma la polvere è anche un terra da cui non nasce nulla, come ci mostra Jonn Fante in questo romanzo. Polvere negli occhi, polvere nella gola. “Chiedi alla polvere” (Ask the dust) e forse troverai le risposte che stai cercando. Il romanzo, pubblicato nel 1939 e ambientato nel periodo della Grande depressione, è in realtà fuori dal tempo ma pienamente localizzato nello spazio: la terra arida della California, che rappresenta un po’ il deserto delle aspettative irrealizzate.

Chiedi alla polvere - John Fante

Incipit:

Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.