Charles Darwin

Le radici dell’evoluzionismo filosofico

L’indirizzo «evoluzionistico» del positivismo consiste:

  • nell’assumere il concetto di «evoluzione» come fondamento della realtà;
  • nello scorgere nei processi evolutivi la manifestazione di una realtà infinita.

Il concetto di «evoluzione» è ricavato dalla teoria scientifica del trasformismo biologico elaborata da Charles Darwin.

Del romanticismo prende alcuni elementi:

-l’idea che il finito sia la manifestazione dell’infinito;

-L’estensione al mondo della natura del concetto romantico di storia, vista cioè come uno sviluppo necessario, la cui legge è il progresso.

Linneo e il fissismo

Il merito maggiore dello svedese Carlo Linneo fu la definizione e l’introduzione nel 1735 della nomenclatura binomiale nel sistema di classificazione delle piante e degli animali.

Con questo metodo a ciascun organismo sono attribuiti due nomi (in origine in latino): il primo si riferisce al Genere di appartenenza dell’organismo stesso ed è uguale per tutte le specie che condividono alcuni caratteri principali (nomen genericum); il secondo termine, che è spesso descrittivo, designa la Specie propriamente detta (nome triviale o nome specifico).

La specie è rappresentata dall’insieme di quegli individui che incrociandosi tra loro generano, potenzialmente, una prole illimitatamente feconda.

Linneo era un fissista. Il fissismo sostiene che le specie vegetali ed animali non hanno subito e non subiranno modificazioni nel corso del tempo.
Le teorie fissiste erano legate ad un’interpretazione letterale della Genesi, e cioè all’idea di un’unica creazione originaria di tutte le specie viventi.

Jean-Baptiste Lamarck

Jean-Baptiste Lamarck (1744-1829) formulò una teoria sull’evoluzione coerente e sistematica, secondo la quale le specie si evolvono tramite l’interazione con l’ambiente. L’evoluzione delle specie sarebbe il prodotto della seguente sequenza di fatti:

  • i cambiamenti ambientali generano nuove necessità,
  • le necessità determinano l’uso o il disuso di uno o più organi.
  • gli organi si sviluppano o si atrofizzano,
  • i caratteri così acquisiti sono ereditari.

La teoria di Lamarck viene normalmente riassunta con la frase: la funzione crea l’organo e l’ereditarietà fissa il cambiamento nella discendenza.

La geologia come modello

Per Darwin la geologia rappresenterà il modello epistemologico di scienza rigorosa, perché è in grado di estrapolare delle regolarità nelle strutture, che si ripetono nel tempo in ogni luogo del pianeta, partendo da osservazioni accurate.

La geologia, inoltre, permette di percepire il carattere non finalistico delle manifestazioni naturali.

Dal saltazionismo al gradualismo

All’inizio del suo percorso, Darwin capisce che l’avvicendarsi delle specie nei vari territori è legato alla loro relazione nel tempo. La prima risposta che dà è saltazionista: «se una specie si trasforma invero in un’altra deve essere per saltum».

Poi, però, ipotizza che ci possa essere un antenato comune alle varie specie e che le specie non si succedano una ad una ma da un da un’origine comune discendano diversi percorsi evolutivi differenti. Lo spazio e il tempo giocano un ruolo fondamentale per la loro differenziazione.

Arriva così alla celebre conclusione: «natura non facit saltum» e la trasmutazione di una specie in un’altra avviene senza soluzione di continuità (gradualismo).

Il corallo della vita

Dal medioevo si era affermata l’immagine dell’albero della vita che riassumeva, gerarchicamente, gli elementi presenti sul pianeta: le rocce e il mondo inanimato erano rappresentati dalle radici, le piante e la vegetazione il tronco e i rami il mondo animale, con le diramazioni via via più complesse.

Darwin non ne condivide la linearità e l’idea del progresso verso l’alto e propone, come immagine alternativa, quella del corallo della vita, in grado di tener conto sia della irregolarità delle ramificazioni che della distinzione fra specie estinte e viventi.

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