Dialoghi di Platone

Carmide

Il “Carmide” è uno dei dialoghi giovanili di Platone, che esplora il tema della sophrosyne, un concetto greco che può essere tradotto come temperanza, moderazione o autocontrollo. La discussione si snoda attraverso un dialogo tra Socrate, Carmide, un giovane di straordinaria bellezza e potenziale, e Critia, uno zio di Carmide e figura chiave nella tirannia dei Trenta a Atene. Il dialogo si concentra sulla ricerca di una definizione adeguata della sophrosyne e sul suo valore per l’individuo e la società.

Tema

Il tema centrale del “Carmide” è l’indagine sulla natura della sophrosyne, esaminando come questa virtù influenzi il benessere personale e la capacità di governare se stessi e gli altri. Attraverso il dialogo, Platone cerca di determinare se la sophrosyne possa essere considerata la chiave per una vita buona e virtuosa.

Personaggi

  • Socrate: il protagonista del dialogo, guida l’indagine sulla sophrosyne attraverso il suo metodo dialettico di domande e risposte.
  • Carmide: un giovane ateniese di nobile nascita, noto per la sua bellezza e virtù, diventa l’oggetto dell’indagine filosofica di Socrate.
  • Crizia: zio di Carmide e futuro membro della tirannia dei Trenta, partecipa alla discussione e propone sue definizioni di sophrosyne.

Argomentazioni principali

  • La definizione di sophrosyne: il dialogo inizia con il tentativo di definire la sophrosyne. Carmide propone inizialmente che essa consista nel “fare le proprie cose”, ma questa definizione viene esaminata e confutata da Socrate attraverso una serie di argomentazioni dialettiche.
  • Sophrosyne come autoconoscenza: la discussione si evolve verso l’idea che la sophrosyne possa essere intesa come autoconoscenza, una definizione che riecheggia il famoso detto delfico “Conosci te stesso”. Socrate esplora il valore e le implicazioni di questa interpretazione, sottolineando l’importanza della consapevolezza di sé per la virtù e la condotta etica.
  • Il valore della sophrosyne: nel corso del dialogo, viene discusso il valore della sophrosyne per l’individuo e la società. Socrate, attraverso un esame critico delle definizioni proposte, cerca di dimostrare che la sophrosyne è fondamentale per il buon governo di sé e degli altri, sostenendo che essa è essenziale per la vita virtuosa.
  • Il paradosso della conoscenza e dell’ignoranza: Socrate introduce il paradosso secondo cui nessuno desidera ciò che ritiene essere dannoso per sé, e che il male deriva dall’ignoranza piuttosto che da una scelta consapevole. Questo paradosso è legato alla sophrosyne in quanto l’autocontrollo e la moderazione sono visti come risultati della conoscenza vera.

Come molti dei dialoghi giovanili di Platone, il “Carmide” termina in modo aporetico, senza una risposta definitiva sulla natura della sophrosyne

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