Dialoghi di Platone

Critone

Il “Critone” è uno dei dialoghi più brevi ma significativi di Platone, situato nel contesto storico della condanna a morte di Socrate. Attraverso questo dialogo, Platone esplora profonde questioni etiche riguardanti la giustizia, l’obbligo, e il rapporto tra l’individuo e le leggi dello Stato. La narrazione prende avvio all’alba, nella cella in cui Socrate attende l’esecuzione della sua condanna a morte, offrendo un’intima finestra sulle sue ultime riflessioni filosofiche e morali.

Tema

Il dialogo si concentra sulla discussione tra Socrate e il suo fedele amico Critone riguardo l’opportunità di evadere dalla prigione per sfuggire alla condanna a morte ingiusta. Il tema centrale è il confronto tra la giustizia come principio morale supremo e l’obbedienza alle leggi dello Stato, anche quando queste appaiono ingiuste all’individuo. Socrate, con il suo inconfondibile metodo dialettico, esamina il dovere dell’individuo di rispettare le leggi sotto ogni circostanza, proponendo una riflessione profonda sull’etica e sulla responsabilità civica.

Personaggi

  • Socrate: protagonista del dialogo, rappresenta l’incarnazione dei principi di giustizia, saggezza e integrità morale. Attraverso il suo esempio, pone le basi per una discussione sulla legittimità dell’evasione dalle leggi dello Stato.
  • Critone: amico e discepolo di Socrate, simbolo dell’amicizia leale e dell’affetto, rappresenta la voce della società che invita Socrate a valutare la propria sicurezza personale e l’importanza della famiglia sopra i principi astratti.

Argomentazioni principali

  • La proposta di evasione: Critone visita Socrate per convincerlo a fuggire, argomentando che la sua morte sarebbe una perdita per i suoi amici e familiari e che l’ingiustizia della sua condanna non dovrebbe essere accettata passivamente.
  • L’ingiustizia non giustifica l’ingiustizia: Socrate respinge l’idea di evadere, sostenendo che commettere un’ingiustizia in risposta a un’altra ingiustizia non è mai giustificabile. Questo punto di vista riflette il suo impegno verso la coerenza etica e la giustizia come valore assoluto.
  • Il contratto sociale e le leggi dello Stato: Socrate introduce il concetto di un tacito contratto sociale tra l’individuo e le leggi dello Stato, argomentando che, avendo beneficiato delle leggi di Atene per tutta la vita, sarebbe ingiusto e disonorevole ribellarsi a esse in vecchiaia, anche in caso di ingiustizia personale.
  • La priorità della giustizia sulla vita: Socrate sostiene che la giustizia deve avere la precedenza sulla vita stessa, ponendo l’etica e la moralità al di sopra della sopravvivenza personale. Questo punto culminante riflette la sua filosofia che una vita non vissuta rettamente non vale la pena di essere vissuta.

Il dialogo si conclude con Socrate che riafferma la sua decisione di accettare la condanna a morte piuttosto che compromettere i suoi principi morali, dimostrando un esempio supremo di integrità e coerenza etica.

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