Dialoghi di Platone

Fedone

Il “Fedone” di Platone è uno dei dialoghi socratici più intensi e filosoficamente ricchi, incentrato sul tema della mortalità dell’anima e sull’immortalità. Ambientato nell’ultimo giorno di vita di Socrate, poco prima della sua esecuzione, il dialogo si svolge tra Socrate e un piccolo gruppo di suoi fedeli amici e discepoli, tra cui Fedone, che dà il nome al dialogo. Attraverso questo commovente contesto, Platone esplora profonde questioni filosofiche riguardanti la natura dell’anima, la sua immortalità, e il valore della filosofia stessa come preparazione alla morte.

Tema

Il tema centrale del “Fedone” è l’immortalità dell’anima. Platone utilizza la voce di Socrate per argomentare a favore dell’esistenza dell’anima dopo la morte, sostenendo che la filosofia è essenzialmente una preparazione per il distacco dell’anima dal corpo e per il suo viaggio verso un livello superiore di esistenza. Il dialogo si addentra in una serie di argomentazioni filosofiche che cercano di dimostrare l’immortalità dell’anima e discute il modo in cui dovremmo vivere la nostra vita in luce di questa convinzione.

Personaggi

  • Socrate: al centro del dialogo, mantiene il suo caratteristico spirito indagatore e la sua serenità di fronte alla morte, fungendo da guida filosofica per i suoi amici e discepoli.
  • Fedone: discepolo di Socrate, è presente alla sua morte e funge da narratore del dialogo, riportando gli eventi e le discussioni a Echecrate, un filosofo pitagorico.
  • Echecrate: filosofo pitagorico, esprime interesse per gli ultimi giorni di Socrate e per le sue ultime riflessioni filosofiche.
  • Simmia e Cebete: discepoli di Filolao, filosofo pitagorico, partecipano attivamente al dialogo, esprimendo dubbi e facendo domande che permettono a Socrate di espandere le sue argomentazioni sull’immortalità dell’anima.

Argomentazioni principali

  • L’argomentazione dalla ciclicità: Socrate propone che tutto proviene dal suo opposto, sostenendo che la vita emerge dalla morte e viceversa, il che implica l’esistenza di un ciclo eterno e, quindi, l’immortalità dell’anima.
  • L’argomentazione dalla conoscenza come ricordo: attraverso il concetto di anamnesi, Socrate sostiene che l’apprendimento è essenzialmente il ricordo di conoscenze possedute dall’anima prima della sua incarnazione nel corpo, suggerendo che l’anima esista prima della nascita e continui ad esistere dopo la morte.
  • L’argomentazione dalla somiglianza: Socrate argomenta che l’anima, essendo simile al divino, immutabile e invisibile, è per natura immortale, a differenza del corpo fisico, che è mortale e soggetto a decomposizione.
  • L’argomentazione dal principio di opposizione: viene avanzata l’idea che le anime esistano in uno stato di transizione tra la vita e la morte, suggerendo un processo continuo che supporta l’idea dell’immortalità dell’anima.
  • La preparazione alla morte: Socrate conclude che la filosofia è il miglioramento dell’anima e una preparazione alla morte, liberando l’anima dalle distrazioni corporee e conducendola verso la verità, la bontà e la bellezza.

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