La guerra dei cent’anni

La guerra dei cent’anni fu uno dei conflitti più lunghi e complessi della storia europea, durato dal 1337 al 1453 e combattuto principalmente tra il Regno di Francia e il Regno d’Inghilterra. Questa guerra, che si sviluppò in tre fasi principali, non fu un conflitto continuo, ma piuttosto una serie di campagne militari intervallate da periodi di tregua. Al centro della disputa vi era il controllo della corona francese e la questione dei territori inglesi in Francia, con conseguenze politiche, sociali e militari di lunga durata.

La guerra dei cent'anni

Le origini del conflitto: le pretese dinastiche e la rivalità territoriale (1314-1337)

All’inizio del Trecento, la Francia era una delle monarchie più potenti d’Europa, con un controllo diretto su circa due terzi del territorio nazionale. Tuttavia, con la morte di Filippo IV il Bello nel 1314, la stabilità del regno cominciò a vacillare. Il successivo decennio vide la morte prematura di tutti e tre i suoi figli maschi senza eredi diretti, lasciando un vuoto di potere e una disputa per la successione. Nel 1328, la nobiltà francese scelse come nuovo re Filippo VI della dinastia dei Valois, ma la decisione fu contestata da Edoardo III d’Inghilterra, nipote di Filippo IV tramite sua madre Isabella. Edoardo III avanzò pretese sulla corona francese, dando avvio a una serie di conflitti che culminarono nel 1337, con l’invasione della Francia e l’inizio della Guerra dei Cent’anni.

Prima fase (1337-1360): vittorie inglesi e la pace di Brétigny

La prima fase del conflitto fu caratterizzata dalle iniziali vittorie inglesi, grazie a una fanteria leggera e ben addestrata, composta principalmente da arcieri che utilizzavano il longbow (arco lungo), un’arma che si dimostrò letale contro la cavalleria pesante francese. Una delle battaglie più emblematiche fu quella di Crécy nel 1346, in cui circa 12.000 soldati inglesi riuscirono a sconfiggere un esercito francese di oltre 30.000 uomini, segnando una svolta nell’evoluzione delle tattiche militari e rappresentando simbolicamente la fine dell’epoca della cavalleria.

Un’altra significativa sconfitta francese avvenne a Poitiers nel 1356, quando il re francese Giovanni II fu catturato dagli inglesi. La prigionia del re portò a un grave crollo dell’autorità monarchica in Francia e a un successivo trattato di pace, la pace di Brétigny del 1360. Con questo accordo, l’Inghilterra rinunciava alle sue pretese sulla corona francese in cambio di vasti territori, tra cui Calais, e del pagamento di un ingente riscatto per la liberazione del re Giovanni.

Le strategie militari: la fanteria inglese contro la cavalleria francese

Uno dei fattori chiave del successo iniziale inglese fu la differenza nei metodi di reclutamento e nell’organizzazione militare. In Francia, i cavalieri appartenevano alla nobiltà e combattevano principalmente a cavallo, in pesanti armature che li rendevano vulnerabili agli arcieri inglesi, più mobili e versatili. L’Inghilterra, invece, reclutava i suoi arcieri tra i contadini, addestrandoli con cura per l’uso del longbow. Questo strumento si dimostrò decisivo, specialmente nella battaglia di Crécy, dove l’agilità e la velocità della fanteria inglese disarcionarono e sconfissero i pesanti cavalieri francesi.

Seconda fase (1369-1429): crisi interne e nuove offensive

Dopo un periodo di relativa pace, il conflitto riprese sotto il regno di Carlo V di Valois (1369-1380), che riuscì a riconquistare molti dei territori persi durante le precedenti campagne inglesi. Tuttavia, la morte di Carlo V aprì una nuova fase di instabilità per la Francia. Il suo successore, Carlo VI, fu afflitto da gravi problemi di salute mentale e incapace di governare efficacemente. Durante questo periodo, scoppiò una guerra civile tra le fazioni della nobiltà francese, con i borgognoni, sostenitori di Filippo l’Ardito, contrapposti agli Armagnacchi, guidati da Bernardo d’Armagnac e sostenitori di Luigi d’Orléans. Questa divisione interna indebolì gravemente la Francia, offrendo agli inglesi un’opportunità per avanzare ulteriormente.

Nel 1415, il re inglese Enrico V colse l’occasione e invase nuovamente la Francia, infliggendo una pesante sconfitta ai francesi nella battaglia di Azincourt. Questo successo inglese permise a Enrico V di occupare la Normandia e di consolidare il controllo sull’intera parte settentrionale della Francia. Con il Trattato di Troyes del 1420, Carlo VI fu costretto a riconoscere Enrico V come suo erede, escludendo suo figlio, Carlo VII, dalla successione.

Terza fase (1429-1453): Giovanna d’Arco e la rinascita francese

Nonostante la superiorità inglese e l’accordo del Trattato di Troyes, alla morte di Carlo VI nel 1422, il suo figlio diseredato, Carlo VII, iniziò a rivendicare il trono francese. Il destino della Francia sembrava segnato fino all’entrata in scena di Giovanna d’Arco, una giovane contadina che affermava di aver ricevuto visioni divine che la chiamavano a guidare la Francia contro gli inglesi. Nel 1429, Giovanna guidò l’esercito francese alla vittoria nella battaglia di Orléans, un evento cruciale che risollevò il morale delle truppe francesi e segnò un punto di svolta nel conflitto.

Grazie a Giovanna d’Arco, Carlo VII fu incoronato re a Reims, la città tradizionale dell’incoronazione dei re francesi. Tuttavia, la sua avventura fu breve: catturata dagli inglesi e processata per eresia, Giovanna venne condannata al rogo nel 1431. Nonostante la sua morte, il suo spirito di rinascita nazionale sopravvisse e ispirò le successive vittorie francesi.

Carlo VII proseguì la guerra riorganizzando l’esercito e introducendo riforme finanziarie che rafforzarono il potere della monarchia. Con il sostegno del duca di Borgogna, che si alleò con la corona francese, i francesi riuscirono a riconquistare gran parte del territorio occupato dagli inglesi. Nel 1453, dopo la battaglia di Castillon, gli inglesi furono definitivamente sconfitti e si ritirarono dalla Francia, mantenendo soltanto Calais.

Le conseguenze della guerra: dalla guerra feudale alla guerra nazionale

La Guerra dei Cent’Anni segnò una trasformazione profonda nella natura dei conflitti medievali. Se all’inizio era stata una guerra feudale tra due dinastie, nel corso del tempo si trasformò in una guerra nazionale, con il coinvolgimento crescente della popolazione civile e la nascita di sentimenti di identità nazionale, soprattutto in Francia. Il conflitto portò anche a importanti innovazioni militari, come il declino della cavalleria in favore della fanteria e degli arcieri, e segnò l’inizio di una nuova era nella storia militare europea.

Inoltre, la guerra contribuì a rafforzare il potere monarchico in entrambi i regni. In Francia, Carlo VII riorganizzò l’esercito e centralizzò l’amministrazione, ponendo le basi per l’ascesa della monarchia assoluta. In Inghilterra, invece, la perdita della guerra e delle terre francesi causò un profondo malcontento, che avrebbe portato, negli anni successivi, allo scoppio delle Guerre delle due rose (1455-1487), una serie di conflitti civili per la successione al trono inglese.

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