I principi fondamentali della Costituzione italiana

Articolo 11


L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 


L’Italia era da pochi anni uscita da una guerra disastrosa e la volontà di pace si traduce in questa dichiarazione di principio, che limita la guerra soltanto ai casi di difesa del proprio territorio e dei propri cittadini.

Da una parte, i Costituenti hanno affermato che gli Stati, fino ad allora i grandi protagonisti delle guerre, dovrebbero acconsentire a limitazioni della loro sovranità; dall’altro, le organizzazioni internazionali dovrebbero crescere di importanza e di ruolo. Si fa riferimento all’Onu (Organizzazione delle nazioni unite, alla quale l’Italia sarebbe stata finalmente ammessa a partire dal 1955, ma non solo. I costituenti infatti gettavano le basi per la partecipazione italiana sia alla Nato (North Altlantic Treaty Organization), per la difesa dell’Europea occidentale dalla minaccia posta dal Patto di Varsavia e dall’Unione Sovietica, sia ai primi organismi europei, a cominciare dalla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca), costituita nel 1951.

Oltre, non solo contro, la guerra

Non è sufficiente ripudiare la guerra, ma è assolutamente indispensabile costruire le condizioni grazie alle quali le guerre non possano neppure iniziare. È questo il senso dell’art. 11.  Che, in nessun modo, si dovesse più accettare la guerra era consapevolezza comune nell’Assemblea costituente, a maggior ragione poiché il fascismo era da considerare pienamente responsabile di una guerra di aggressione.

Attenzione: il principio del ripudio alla guerra non va confuso col pacifismo, poiché  sostiene una concezione della guerra come male, pur se a volte necessaria per la difesa (come nel caso della rappresaglia militare).

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