Arthur Schopenhauer

Il pessimismo

Diretta conseguenza della sua concezione del mondo come volontà e rappresentazione è la visione pessimistica che Schopenhauer ha della realtà.

Il suo pessimismo lo possiamo vedere sia a livello ontologico che a livello antropologico, storico e sociale.

Il pessimismo cosmico/ontologico

La volontà si manifesta in ogni cosa nel mondo, anche nelle cose. Nulla rimane stabile perché ogni cosa vuole essere qualcos’altro, verso la vita. Dato che l’universo è volontà inappagata, questo pessimismo si configura, quindi, come pessimismo cosmico od ontologico.

Quando il volere non viene soddisfatto subentra il dolore. Quindi il dolore è il carattere istitutivo (ontologico) della realtà. L’uomo riesce momentaneamente a soddisfare il volere, ma in lui subentra subito la noia e di nuovo il dolore. Per questo, secondo Schopenhauer, la vita viene vista come un pendolo che oscilla tra dolore e noia.

Per sfuggire alla sua condizione, l’uomo si rifugia nelle illusioni. La più tragica delle illusioni è l’amore. L’amore è l’estremo inganno con cui la volontà riproduce se stessa e con essa il dolore.
Anche il piacere sessuale è destinato a terminare e il concepimento è descritto come «due infelicità che ne mettono al mondo una terza».
È giusto allora il suicidio? No, perché chi si suicida in realtà ama la vita ma non sopporta che non sia come la desidera. Quindi anche il suicida è guidato dalla volontà. Il suicidio libera dalla vita ma non dalla volontà di vivere.

Pessimismo antropologico/sociale

Per Schopenhauer la bontà e la socievolezza dell’uomo sono una menzogna. Il mondo è un inferno, in cui ogni uomo è un diavolo per gli altri. L’uomo è l’unico animale che fa soffrire gli altri per il gusto di vederli soffrire.

L’uomo è normalmente in uno stato di equilibrio chiamato civiltà, ma basta poco per rompere questo equilibrio e l’uomo torna a essere un animale da preda. Gli uomini si oppongono tra loro senza rendersi conto di essere una sola realtà.

Anche le buone azioni sono guidate dalla volontà. Inoltre, se il mio desiderio viene appagato vuol dire che non lo è quello di qualcun altro. Per questo tutti sono colpevoli. La colpa è essere nati e dover vivere a scapito degli altri.

Pessimismo storico

Per Schopenhauer la storia è irrazionale, non è un progresso. La storia è una serie di tragedie che si ripetono fino a diventare una farsa.

La storia non è neppure una scienza perché è una catalogazione di fatti individuali. Inoltre la storia è un fatale ripetersi di un medesimo dramma.

L’unico compito della storia è offrire all’uomo la coscienza di sé e del proprio destino.

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